Natività e i santi Andrea e Lorenzo
Antoniazzo Romano
Palazzo Barberini
L’opera di Antoniazzo Romano mostra in primo
piano la Madonna e San Giuseppe, colti in adorazione di fronte al bambino,
affiancati da San Lorenzo e da San Andrea, connotati con i simboli dei loro
rispettivi martiri.
Dietro
la sacra famiglia appare la capanna, corredata dalle figure secondarie dei
pastori, assorbiti nella contemplazione del messaggio celeste. Tutti i
personaggi si posizionano a cerchio attorno alla figura centrale del Bambino,
mentre un panorama arioso si staglia come una quinta scenica.
Longhi, rimarcando questo elemento, sostiene
l’attribuzione del dipinto ad Antoniazzo Romano, avvicinando l'ambientazione
all’immagine di un “tardo meriggio di Sabina”, che rivela parimenti ascendenze
paesaggistiche affini a quelle proposte dall’immaginario pittorico di Piero e
Bellini.
L’ambientazione, secondo lo studioso,
potrebbe riferirsi alla campagna attorno a Tivoli, Ariccia o Viterbo mostrando
sullo sfondo una città arroccata sulle pendici di un colle e la sagoma
acuminata degli appennini che svetta verso l’orizzonte, benché probabilmente
tale scenario sia da intendersi come una sintesi di svariati panorami laziali,
e dunque prodotto della fantasia dell’artista.
Il dipinto anticamente apparteneva alla
collezione Contini Bonacossi di Firenze, originariamente dato a Ghirlandaio.
L’opera venne trafugata nel 1944 dai nazisti,
insieme ad altre opere della raccolta Contini Bonacossi, per portarla in
Germania. Viene recuperata da Rodolfo Siviero nel 1952, riportandola a Palazzo
Barberini
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